oggi è uscito il nuovo librone cultone di federicone moccia ma non è di questo che voglio parlare. più che altro perchè non l'ho ancora letto [vabbè che sono veloce, ma 600 e pussa pagine in 3 ore sarebbero troppe anche per me].
oggi invece vi parlerò [tono didascalico] della ultima [e anche prima] fatica di una bellezza ammeregana che si chiama Marisha Pessl.
il tomazzo in questione si chiama "teoria e pratica di ogni cosa" e ce lo regala bompiani alla modica cifra di euro 22.
c'è da premettere che come al solito noi italiani siamo bravi bravi ma proprio bravi a tradurre in maniera atroce i titoli più fantasiosi che arrivano da oltreoceano: e così, dopo che The eternal sunshine of the spotless mind è diventato un frizzante se mi lasci ti cancello [conati], il significativo Special topics in calamity physics diventa un freddino teoria e pratica di ogni cosa.
che poi sembra che una stia qua a farsi speculazioni da fighetta su un titolo [che avrebbe dovuto suonare più o meno come approfondimenti sulla fisica del disastro, credo, e comunque anche se mi sbaglio io chissenefrega, mica faccio la traduttrice per bompiani] mentre ci sarebbe ben altro di cui sparlare, e invece no, perchè il titolo original stava ad evocare il magico mondo delle tesine scolastiche, e sapete perchè, cari i miei sette nani?
perchè questo signor romanzone è costruito proprio come una tesi. capitolo per capitolo, citazione dopo citazione, la vicenda si svolge con fluidità senza mai perdere quella nota dottorale, che tra l'altro ci casca giusto a pennello, perchè la protagonista, Blue Van Meer, altro non è che una sedicenne genialoide ed introversa cresciuta con un padre malato di cultura e conseguentemente fissatissimo con lo sviluppo cerebrale della sua figliuola, cosa che - guardacaso - inizierà però a non giocare più tanto a suo favore nelle ultime serratissime 100 pagine del libro.
e da qui il mare infinito di citazioni [alcune tra l'altro di testi inesistenti] in cui inevitabilmente il lettore medio finisce per perdersi, ma per perdersi bene, non come hanno scritto alcuni recensori di mezza tacca [mica come me, che sono cool] che hanno indicato come un difetto proprio questa peculiarità del libro e il suo rivolgersi, inevitabilmente, a lettori di una fascia culturale medio-alta.
posto che secondo me ci sono libri ben più pretenziosi e illeggibili che però la gente pretende di aver letto e capito e adesso li danno anche ai 14enni nelle scuole [uno su tutti è il nome della rosa], penso che questo libro non sia sicuramente per tutti, ma per molti sì, dal momento che la storia è avvincente e inaspettata, e che la comprensione integrale delle citazioni non è comunque obbligatoria per sapere come va a finire tutto l'ambaradàn: certo, poi magari se uno ha voglia alcune se le va a cercare, se no che cosa ci stiamo a fare attaccati a internet tutto il giorno?
non mi resta che lanciare un appello alla bompiani..cari signori, visto che il libro ce l'avete fatto pagare e non poco, potreste investire qualcosina di più nella correzione di bozze, giusto per facilitarne il godimento?
rispettosamente ringrazio, e se siete di cultura medio-alta accattatevi questo librazzo, ma anche se non lo siete, che sia mai che vi viene voglia di elevarvi un po'.