venerdì, 25 gennaio 2008

Ray scrive a Morrissey.

ray racconta la sua storia all'uomo che l'ha salvato. ray racconta di tutto, della sua mitica nonna, del trio di failsworth, del viscido zio jason e della costipante coppia, di sua madre e di suo padre. e di sè, di quel ragazzo buono che tutto ad un tratto è diventato il ragazzo sbagliato, e ogni passo che fa finisce con l'essere frainteso e sconosciuto.
sulla strada tra failsworth e grimsby si sviluppa questo racconto tenerissimo, amaro ed esilarante, popolato di personaggi indimenticabili e sicuramente uno dei migliori libri che la sottoscritta abbia avuto modo di leggere negli ultimi anni.
dimenticate tutto quello che credete di sapere alla prima pagina.
e ricordatevi di non guardare ai fatti, ma a ray.

ah, occhio agli effetti collaterali: poi non riuscirete ad ascoltare altro che non siano gli smiths.

l'ha detto LaLibraia alle ore 16:43 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 29 giugno 2007

A te piace enrico brizzi?

eeeh..jack frusciante è un gran libro!

a me è piaciuto di più bastogne.

è troppo forte.

se la tira.

una volta è venuto a parlare all'università e gli ho dato la demo del mio gruppo.

sì però...fichisssssimo l'accento bolognese!

ma lasciando stare enrico-the-brizzi nell'iconografia quotidiana del lettore medio.

io di brizzi ho letto tutto tranne razorama e nessuno lo saprà. in realtà gli ultimi libri non mi sono piaciuti molto. in realtà per ultimi libri intendo elogio di oscar firmian, che avrei volentieri buttato nel caminetto acceso. la cosa più irritante di quel libro era prevalentemente la decarlità dei personaggi, la bidimensionalità tutta italiana di questi imbecilli di carta.

in ogni caso, il pellegrino dalle braccia d'inchiostro non avrei voluto leggerlo. un po' perchè l'argomento non mi sconquinferava più che tanto, un po' perchè - memore delle ultime delusioni - non avevo voglia di perdere tempo a leggere un libro mediocre quando potevo leggerne altri migliori.

allora, ragazzi: secondo me le prime pagine sono pesantissime. sono di ghisa. enricone scrive come se avesse settantanni e avesse fatto le elementari con de amicis. due maròni di descrrizioni di campi rugiade addio monti sorgenti dall'acque e cime ineguali elevate al cielo.

poi, quando proprio dicevo "ma chi cazzo me lo fa fare? ma piuttosto rileggiti paco e il più forte di tutti!", tadàn! il miracolo. la faccenda si sblocca e finisco il libro in sei ore.

il pellegrino dalle braccia d'inchiostro è un buon libro. non è un capolavoro assoluto, e non credo che cambierà la storia della letteratura italiana, ma è un buon libro lo stesso. c'è dietro un signor lavoro e una bella storia. fa un po' l'effetto di "come diventare buoni" di hornby: vieni colto da velleità omicide nei confronti di un certo personaggio e non riesci a capire come mai gli altri lo lascino in vita. anche l'epilogo è un po' fastidioso (ancora echi di de carlo, presente uto? uguale! stesso tremendo nervoso! enrico piantala di leggere de carlo, hai capito? de carlo è IL MALE!), un po' forzatino, ma nel complesso chiudi il libro e sei soddisfatta. peccato solo che chiudendolo vedi la foto della quarta di copertina e dici, cazzo ma brizzi sembra cremonini! ma che gli danno da mangiare a bologna che dopo un po' si assomigliano tutti?

l'ha detto LaLibraia alle ore 09:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 20 marzo 2007

così titola federicone moccia la sua ultima fatica da 600 pagine più o meno.

scusato, federico. chiamami pure amore. ma fatti dire una cosa: a praticare l'amore così siete rimasti solo tu. Alex (il protagonista del libro) e forse qualche cantante melodico napoletano. non puoi fa' così, federigooo! che poi queste adolescenti crescono convinte che sotto il costume del bancario si celi un cuore da leone, e invece no. non puoi continuare a illuderle così. fallo per loro. diglielo, che i sogni son desideri, va bene, ma non ventilare la possibilità che un giorno qualcuno arrivi veramente su un cavallo bianco, sulle note di robbie williams, e le ami per sempre appassionatamente. questa è crudeltà mentale.

certo, federico, io ti ammiro. ci vuole fegato per essere così smaccatamente baglioniano nei modi e nelle intenzioni in questo mondo di scrittori figheroli che sperimentano con la punteggiatura e scrivono solo di droga, sesso anale e musica da camera. tu, federico, sei la delly dei nostri giorni. la carolina invernizio del nuovo millennio. la liala del trastevere. hai scritto un romanzo che si divora, volenti o nolenti, e hai fatto della superficialità un'arte. nelle tue pagine non c'è assolutamente niente di più di quello che c'è scritto, e comunque ci va talento anche per questo.

io ti ammiro ma ti biasimo anche, perchè va bene tutto, ma se mia figlia esce con uno con il SUV le spezzo la spina dorsale così poi esce direttamente col furgoncino degli handicap motori.

io ti biasimo perchè non lasci scampo. ci fai guardare i nostri fidanzati pantofolini e ci fai pensare a quand'è stata l'ultima volta che ci hanno portate a parigi a festeggiare il nostro compleanno. in media, mai.

io ti biasimo perchè probabilmente tu non esisti, federico! tu sei solo lo pseudonimo di una vecchia signora che abita in una casa color lavanda a desenzano del garda e scrive storie d'amore per tutte le età!

non è vero federico, perdonami. io sono sicura che tu esisti. e sono anche sicura che purtroppo esistono delle ragazzine un po' dementi che si schiantano per gioco dentro a delle macchine rubate, o dei colgionazzi che tradiscono la moglie con la-moglie-del-migliore-amico, e tutto quest'universo raccapricciante di kidults con i soldi che ci strizza l'occhio dall pagine di vallettopoli e dagli schermi azzurri delle televendite nazionali. ma l'uomo romantico, quello non esiste più, federico. estinto. kaputt. come i dinosauri.

ed è per questo che il tuo scusa ma ti chiamo amore inizia a somigliare in maniera inquietante a jurassic park.

l'ha detto LaLibraia alle ore 16:40 | Permalink | commenti (3)
categoria:
mercoledì, 07 febbraio 2007

oggi è uscito il nuovo librone cultone di federicone moccia ma non è di questo che voglio parlare. più che altro perchè non l'ho ancora letto [vabbè che sono veloce, ma 600 e pussa pagine in 3 ore sarebbero troppe anche per me].

oggi invece vi parlerò [tono didascalico] della ultima [e anche prima] fatica di una bellezza ammeregana che si chiama Marisha Pessl.

il tomazzo in questione si chiama "teoria e pratica di ogni cosa" e ce lo regala bompiani alla modica cifra di euro 22.

c'è da premettere che come al solito noi italiani siamo bravi bravi ma proprio bravi a tradurre in maniera atroce i titoli più fantasiosi che arrivano da oltreoceano: e così, dopo che The eternal sunshine of the spotless mind è diventato un frizzante se mi lasci ti cancello [conati], il significativo  Special topics in calamity physics diventa un freddino teoria e pratica di ogni cosa.

che poi sembra che una stia qua a farsi speculazioni da fighetta su un titolo [che avrebbe dovuto suonare più o meno come approfondimenti sulla fisica del disastro, credo, e comunque anche se mi sbaglio io chissenefrega, mica faccio la traduttrice per bompiani] mentre ci sarebbe ben altro di cui sparlare, e invece no, perchè il titolo original stava ad evocare il magico mondo delle tesine scolastiche, e sapete perchè, cari i miei sette nani?

perchè questo signor romanzone è costruito proprio come una tesi. capitolo per capitolo, citazione dopo citazione, la vicenda si svolge con fluidità senza mai perdere quella nota dottorale, che tra l'altro ci casca giusto a pennello, perchè la protagonista, Blue Van Meer, altro non è che una sedicenne genialoide ed introversa cresciuta con un padre malato di cultura e conseguentemente fissatissimo con lo sviluppo cerebrale della sua figliuola, cosa che - guardacaso - inizierà però a non giocare più tanto a suo favore nelle ultime serratissime 100 pagine del libro.

e da qui il mare infinito di citazioni [alcune tra l'altro di testi inesistenti] in cui inevitabilmente il lettore medio finisce per perdersi, ma per perdersi bene, non come hanno scritto alcuni recensori di mezza tacca [mica come me, che sono cool] che hanno indicato come un difetto proprio questa peculiarità del libro e il suo rivolgersi, inevitabilmente, a lettori di una fascia culturale medio-alta.

posto che secondo me ci sono libri ben più pretenziosi e illeggibili che però la gente pretende di aver letto e capito e adesso li danno anche ai 14enni nelle scuole [uno su tutti è il nome della rosa], penso che questo libro non sia sicuramente per tutti, ma per molti sì, dal momento che la storia è avvincente e inaspettata, e che la comprensione integrale delle citazioni non è comunque obbligatoria per sapere come va a finire tutto l'ambaradàn: certo, poi magari se uno ha voglia alcune se le va a cercare, se no che cosa ci stiamo a fare attaccati a internet tutto il giorno?

non mi resta che lanciare un appello alla bompiani..cari signori, visto che il libro ce l'avete fatto pagare e non poco, potreste investire qualcosina di più nella correzione di bozze, giusto per facilitarne il godimento?

rispettosamente ringrazio, e se siete di cultura medio-alta accattatevi questo librazzo, ma anche se non lo siete, che sia mai che vi viene voglia di elevarvi un po'.

l'ha detto LaLibraia alle ore 11:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:
martedì, 09 gennaio 2007

Stanno sgombrando il negozio all'angolo. mi chiedo che sarà riuscito a cacciare fuori la cifra spropositata che chiedevano, soprattutto calcolando che gli interni non sono più stati toccati dal 1951 e non ci sono neanche il bagno, la luce o il gas.

e se penso alla mia sfiga solita, come minimo apre una succursale la FNAC o feltrinelli o qualche altro colosso mangia-libretti.

perchè se qualcosa può andar male, lo farà, e come sappiamo tutti non è una cazzata che dico io, è la legge di murphy.

e già che siamo in argomento, parliamo dell'agenda di murphy. io personalmente la trovo carina. però non me la sono mai comprata. però l'ho regalata.

e da qui ho desunto una delle mie famose teorie prive di senso, ovvero che l'agenda di murphy è una di quelle cose che non ti compreresti mai, ma se te la regalano sei contento, un po' come il posacenere a palla da 8 o il copriasse con i brillantini.

quindi non fate i puzzoni e regalate le agende di murphy. qua in negozio ce n'è ancora una.

(funziona la modalità pubblicitaria subliminale?)

l'ha detto LaLibraia alle ore 13:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:
venerdì, 05 gennaio 2007

grande giorno per superlibretti...è arrivata la linea internet!

abbiamo sofferto per quattro mesi ma alla fine il dio dell'adsl ha esaurito le nostre preghiere.

adesso non ho più scuse per lavorare male. non ci avevo mica pensato.

l'ha detto LaLibraia alle ore 13:16 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 23 novembre 2006

dal momento che sto rileggendo per l' ennesima volta Il Padrino, la mia percezione della realtà inizia ad essere un po' sfasata. oggi è venuta la solita vecchietta a ordinare un libro di preghiere raccapriccianti che devo far pervenire da qualche parte d'Italia.

al che nella mia testa ha iniziato a svolgersi una scena pari pari a quella in cui Amerigo Bonasera va dal Don il giorno delle nozze di Connie a chiedere vendetta per la figlia, quasi stuprata e deturpata.

"E così - disse la vecchia - avevo ordinato questo pacco direttamente alla casa editrice, ed ero felice, perchè mi avevano fatto lo sconto. ma poi col tempo quei libri sono andati tutti perduti, e ora vorrei sapere se Voi me li potreste procurare".

La vecchia scrutò speranzosa il volto impassibile della Libraia. "fatemi capire" disse Ella con una calma glaciale che terrorizzò il cuore della donna "voi mai siete venuta qua a comprare un libro, o anche solo un bigliettino in segno di omaggio e di amicizia. e io ho detto, va bene. poi avete confidato nelle spedizioni della casa editrice, i libri c'erano, e siete stata felice per lo sconto. Che volete da me? non avete ottenuto quello che desideravate?"

"No" disse umilmente la vecchia, avvampando di vergogna, ora conscia dell'enormità dello sgarbo fatto alla sua Libraia.

"E dunque - proseguì La Libraia implacabile - io non vi porto rancore, e vi sono amica. farò dunque arrivare i suoi libri di invocazioni allo spirito santo. In cambio, chiedo il vostro rispetto, e che sappiate di essere in debito con me di circa 26 €, che potrete pagarmi come più vi aggrada alla consegna dei volumi, in contanti sarebbe meglio, ma se preferite ho sia il bancomat che la carta di credito".

"Grazie Libraia!". La vecchia afferrò commossa la mano della sua benefattrice, baciandogliela in segno di rispetto, mentre le lacrime le scorrevano sulle guance. "Non dimenticherò!" promise.

Bene signora, se mi lascia il suo numero di telefono quando arriva il pacco la chiamo. grazie e buona giornata, d'accordo, arrivederci.

o muthos deloi oti:

la realtà è sempre un po' più reale della fantasia.

ps. - comunque il padrino è un libro bellissimo e potreste anche leggerlo e non fare sempre quelli che tanto hanno visto il film.

l'ha detto LaLibraia alle ore 20:04 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 22 novembre 2006

Guardare il cielo blu elettrico prima che sia sera - giusto il tempo di un minuto.

Blu elettrico e quasi blu scuro come la copertina di Come Dio Comanda.

No, perchè questo signor Ammaniti proprio me l'ha fatta sporca ancora una volta. Scrivere un libro così bello e così amaro.

Perchè Rino Zena è cattivo e violento ed è un eroe, ed è il buono, e tu stai dalla sua parte anche se proprio pensavi di no. Perchè c'è l'italia ma un po' anche il vecchio west e le sue leggi, e comunque non si può semplificare il tutto con riferimento sociologici, perchè c'è la storia, così potente da impedirti di mollarla anche solo cinque minuti (il tempo di liquidare qualche compratrice di manuali di auto-aiuto, grazie buonasera arrivederci).

E la capacità di farti ridere coin incursioni nella mediocrità di altri tizi che come tessere di un mosaico incanalano l'intera faccenda verso l'esplosione finale, tu sei lì tesissima e amareggiata che ti mangi ogni singola riga e trovi anche il tempo di ridere anche se hai una porca fretta di sapere come va a finire, e non dovresti ridere perchè è tutto maledettamente triste, ma ti scappa, ad alta voce nel retro di Libretti. e ridi.

Non si può raccontare neanche troppo, si può solo leggere anzi si deve.

quindi non fate i furbi e venitevelo a comprare, o se siete troppo taccagni fatevelo prestare, ma non perdete il treno con la letteratura anche stavolta. io ve l'ho detto. poi fate voi.

l'ha detto LaLibraia alle ore 20:05 | Permalink | commenti (2)
categoria: